Sintesi rapida

Se ti interessa sapere che cosa dichiarava un servizio AI nel momento esatto in cui ti sei iscritto — o nel momento in cui gli hai caricato dei dati — l'unico modo per averlo è essertelo salvato tu. Con Convert: Web to PDF apri l'informativa in Chrome, clicchi sull'icona dell'estensione, scegli A4 e scarichi. Ci metti dieci secondi e ottieni un PDF vero: testo selezionabile, link cliccabili, font incorporati. Non uno screenshot.

Il punto è che le informative privacy e i termini di servizio cambiano in continuazione, e quasi sempre senza preavviso. Un segnalibro non ti serve a niente: il link resta lo stesso, ma la pagina sotto è diventata un'altra. Se vuoi un archivio di quello che c'era scritto, devi costruirtelo, e va costruito prima che serva.

Due cose per essere onesti fin da subito. La prima: il PDF che ottieni è un'istantanea datata per i tuoi archivi, non un documento con valore legale né una prova certificata. Noi non siamo avvocati e questo non è un parere legale. La seconda: tutto avviene al 100% in locale, dentro il tuo browser, tramite il Chrome DevTools Protocol. Niente upload, nessun account, nessun server che va a prendersi la pagina al posto tuo.

Perché ne parliamo adesso: il provvedimento del 3 luglio 2026

Il 3 luglio 2026 il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato nei confronti di Character Technologies, la società dietro Character.AI. I rilievi contestati riguardano, in sintesi:

  • carenze di trasparenza rispetto agli articoli 12, 13 e 14 del GDPR;
  • la mancata informativa sul pre-addestramento effettuato con dati personali (artt. 14 e 21);
  • una verifica dell'età inadeguata tra aprile 2024 e aprile 2025, periodo in cui i profili dei minori erano pubblici per impostazione predefinita (artt. 24 e 25);
  • una DPIA presentata in ritardo, a novembre 2024;
  • un rappresentante UE designato soltanto a maggio 2025.

Non entriamo nel merito giuridico: non è il nostro mestiere e non è il taglio di questo blog. Quello che ci interessa è una cosa molto più prosaica che salta all'occhio leggendo l'elenco. Quasi tutti quei rilievi ruotano attorno alla stessa domanda: che cosa era scritto, e a quale data? Che cosa diceva l'informativa nell'aprile 2024. Che cosa non diceva sul pre-addestramento. Com'era configurato un profilo per impostazione predefinita in un dato periodo.

Ora mettiti dalla parte dell'utente. Se ti chiedessero oggi che cosa dichiarava un servizio AI che usi da due anni, il giorno in cui hai aperto l'account, sapresti rispondere? Sapresti dire quale casella era spuntata per impostazione predefinita quando ci sei entrato la prima volta? Quasi nessuno lo sa, per un motivo semplice: quella pagina non esiste più. È stata sostituita, in silenzio, da una versione nuova allo stesso indirizzo.

Il segnalibro non è un archivio

Diciamolo esplicitamente, perché è l'errore più diffuso. Salvare tra i preferiti l'URL di un'informativa non conserva niente: conserva un indirizzo. Il contenuto a quell'indirizzo è di chi lo pubblica, e chi lo pubblica lo riscrive quando vuole.

Gli archivi pubblici del web coprono in parte il problema, ma con due limiti seri. Il primo: potrebbero aver catturato quella pagina in quella settimana, oppure no — dipende dalla fortuna, non da una tua scelta. Il secondo è più definitivo: non hanno la tua pagina delle impostazioni. Quella sta dietro al login, è personale, e mostra le tue scelte. Nessun archivio esterno la vedrà mai. O te la salvi tu, o non esiste.

Che cosa mettere nell'archivio

Non serve salvare mezzo sito. Servono quattro pagine per ogni servizio che ti sta a cuore.

1. L'informativa privacy

Il documento base. È lungo, è noioso, ed è l'unico posto in cui viene detto per quali finalità vengono trattati i tuoi dati e per quanto tempo vengono conservati.

2. I termini di servizio

Spesso è qui, e non nell'informativa, che si trova la parte che riguarda i contenuti che carichi tu: chi se li può tenere, per quanto tempo, e per farci cosa. Se un servizio cambia idea sull'uso dei tuoi prompt o dei tuoi file, molto probabilmente lo scrive in questo documento.

3. La pagina "come usiamo i tuoi dati"

Quasi tutti i servizi AI hanno una pagina divulgativa separata: un centro privacy, una FAQ sui dati, una sintesi. È scritta in italiano comprensibile ed è il posto dove le promesse sono più esplicite e meno legalesi. Ed è anche quella che viene riscritta più spesso, proprio perché è marketing e non contratto.

4. Le impostazioni del tuo account

La più importante, e quella che tutti dimenticano. La schermata che mostra le tue scelte così come sono adesso: l'opt-out dall'addestramento, la cronologia delle conversazioni, la condivisione con terze parti, i consensi. Questa pagina esiste solo per te, dietro al tuo login, e nessuno la sta archiviando al posto tuo.

Il workflow, passo per passo

Onesto, senza magie. Cinque cose da sapere e le prime due sono le più importanti.

Accedi prima

Se stai salvando la pagina delle impostazioni, fai il login prima di aprire l'estensione. Convert: Web to PDF lavora sulla pagina che hai davanti, usando la tua sessione già autenticata. Non fa login al posto tuo, non conserva credenziali, non aggira niente: se tu vedi la pagina, la vede anche l'estensione; se tu non la vedi, non la vede nemmeno lei.

È esattamente il motivo per cui, per questo lavoro, un convertitore online non va bene.

Convertitore online (PrintFriendly, PDFCrowd, Smallpdf, iLovePDF)Convert: Web to PDF
Pagina delle impostazioni dietro loginNon ci arriva: vede la schermata di accessoLa salva, con la tua sessione
Chi vede l'URL e il contenutoIl server del servizioNessuno: resta sul tuo computer
Rete durante la conversioneServe per forzaZero richieste di rete
Account richiestoSpesso sìNo

Scorri per caricare tutto, oppure usa Load All Images

Molte informative moderne caricano le sezioni a scorrimento, e le immagini sono quasi sempre lazy-loaded. L'estensione cattura soltanto quello che è già caricato: se non è arrivato sullo schermo, non finisce nel PDF. Quindi scorri l'intera pagina fino in fondo prima di convertire, oppure usa Load All Images per forzare il caricamento.

Remove Elements per togliere il rumore

Un'informativa vera è accompagnata da un banner cookie a metà schermo, un'intestazione fissa che si ripete su ogni pagina del PDF e un piè di pagina con trenta link. Con Remove Elements clicchi l'elemento e sparisce prima dell'esportazione. C'è l'undo, quindi se cancelli un blocco di troppo torni indietro senza ricominciare.

Un consiglio pratico: togli il banner cookie e la barra di navigazione, non toccare le date. La riga "ultimo aggiornamento: 14 marzo 2026" è la parte più preziosa di tutto il documento. È l'unica cosa che ti dice quale versione hai in mano.

Capture Element se ti serve solo la tabella

Per la pagina delle impostazioni spesso non ti serve tutta la schermata, ti serve il blocco con gli interruttori. Capture Element cattura solo quella regione. Il risultato è un PDF di una pagina che si legge in due secondi tra un anno, invece di uno di otto pagine in cui devi cercare.

Single Page Mode e A4

Single Page Mode evita che un documento lungo venga spezzato in punti arbitrari, con un paragrafo tagliato a metà tra due pagine. Per un'informativa da leggere è comodo. Il formato predefinito è A4, che per l'Europa è quello giusto; se ti serve altro ci sono anche A3, A5, Letter, Legal, Tabloid e Ledger, con orientamento, margini e scala.

Dai un nome al file, subito

Il PDF è datato solo se sai a che data si riferisce. Un nome tipo servizio-informativa-privacy-2026-07-15.pdf risolve il problema per sempre. Una cartella per servizio, un file per data. Quando fra due anni ti servirà sapere che cosa c'era scritto, lo troverai in dieci secondi.

Article Mode: quando usarlo e quando no

Article Mode applica l'algoritmo Readability e riduce la pagina al contenuto principale: via menu, sidebar, banner. Per un'informativa in prosa — paragrafi, titoletti, elenchi — funziona benissimo e ti dà un PDF pulito e leggibile.

Ma attenzione. Se la pagina contiene blocchi di codice o tabelle, usa la modalità predefinita. L'algoritmo Readability decide da solo che cos'è "contenuto principale" e che cosa è contorno, e in quella scelta può scartare i blocchi <pre> e mandare in confusione le tabelle. Sulle pagine per sviluppatori, sulle tabelle di ritenzione dei dati e sugli elenchi di sub-responsabili — cioè esattamente le parti che ti interessa conservare — la modalità predefinita è più affidabile. Regola pratica: prosa, Article Mode; qualsiasi cosa con una griglia, modalità predefinita.

Che cosa non è questo PDF

Va detto chiaro, perché è tutta la nostra reputazione. Il PDF che produci è un'istantanea datata per i tuoi archivi personali. Non è un documento con valore legale, non è una prova certificata, non è un'attestazione con marca temporale opponibile a terzi. Che il file abbia una data di creazione non lo rende una prova: le date dei file si modificano.

Non siamo avvocati e questo non è un parere legale. Se ti serve efficacia probatoria — perché c'è un contenzioso, o perché devi produrre qualcosa in un procedimento — servono strumenti diversi e professionisti diversi. Rivolgiti a un avvocato o a un notaio.

Detto questo, un'istantanea datata è molto meglio di niente — che è esattamente quello che hai adesso. Serve a ricostruire, a ricordarti che cosa avevi accettato, ad accorgerti che qualcosa è cambiato. Serve a te.

Il calendario UE, per come sta oggi

Un po' di contesto, perché nei prossimi mesi molte informative dei servizi AI verranno riscritte e vale la pena archiviare le versioni attuali prima che accada.

Gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 dell'AI Act restano fissati al 2 agosto 2026. L'Omnibus non li ha spostati: è la scadenza reale più vicina. Il percorso di semplificazione dell'AI Act è arrivato in fondo — il Parlamento europeo ha approvato le misure il 16 giugno 2026 e il Consiglio ha dato il via libera definitivo il 29 giugno 2026 — ma al 14 luglio 2026 il testo non era ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Quello che si è spostato è l'alto rischio: l'Allegato III autonomo slitta al 2 dicembre 2027.

Una precisazione che conta, perché in giro si legge il contrario: è stato approvato l'Omnibus sull'AI, non l'Omnibus generale in materia di GDPR, che è ancora in commissione. Sono due cose diverse e non vanno confuse.

Che cosa c'entra con te? Che quando una scadenza normativa si avvicina, le pagine si riscrivono. Le informative dei servizi AI verranno aggiornate — è il loro mestiere farlo — e la versione che leggi oggi non sarà più consultabile domani. Se ti interessa il "prima e dopo", il momento per archiviare il "prima" è adesso.

Domande frequenti

Ogni quanto conviene rifare l'istantanea di un'informativa?

Due volte l'anno per i servizi che usi seriamente, e sempre in tre momenti: quando ti iscrivi, quando carichi dati che ti stanno a cuore e quando ricevi l'email che annuncia un aggiornamento delle condizioni. Quell'email è il segnale migliore che esista: archivia la versione vecchia prima che sparisca, poi archivia la nuova quando entra in vigore. Così hai le due facce del cambiamento invece di una sola.

Come faccio a capire che cosa è cambiato tra due versioni?

Siccome il PDF contiene testo selezionabile e non un'immagine, puoi aprire i due file, selezionare tutto, incollare in un editor e confrontare i testi. Il primo controllo però è più veloce: guarda la riga "ultimo aggiornamento" in cima al documento. Se la data è cambiata, qualcosa è cambiato. È anche il motivo per cui, quando usi Remove Elements, quella riga non va mai tolta.

Serve archiviare anche la pagina delle impostazioni, o basta l'informativa?

Serve, ed è la più importante delle due. L'informativa dice che cosa il servizio può fare in generale; la pagina delle impostazioni mostra che cosa hai scelto tu: se l'opt-out dall'addestramento era attivo, com'era configurata la cronologia, quali consensi risultavano dati. Se un giorno un'impostazione si "resetta" da sola dopo un aggiornamento, quel PDF è l'unica cosa che ti dice com'era prima.

La pagina delle impostazioni è dietro login: l'estensione riesce a salvarla?

Sì, perché lavora dentro il tuo browser e usa la sessione con cui sei già autenticato. Fai il login normalmente, apri la pagina, poi apri l'estensione. Non c'è nessun aggiramento: l'estensione salva quello che vedi tu. È la differenza sostanziale rispetto a un convertitore online, che manda il proprio server a prendere l'URL e quindi si ferma alla schermata di accesso.

Il servizio è in inglese e l'informativa è tradotta automaticamente dal browser: che cosa finisce nel PDF?

Finisce quello che è renderizzato sullo schermo in quel momento. Se hai lasciato attiva la traduzione automatica, il PDF conterrà il testo tradotto — cioè un testo che il servizio non ha mai scritto. Per un archivio serio disattiva la traduzione e salva l'originale, che è la versione che fa fede. Se vuoi anche la traduzione, salvala come secondo file, con un nome che dica chiaramente che è automatica.

Devo salvare un documento per volta o posso fare tutto il sito?

Uno per volta, ed è meglio così. L'estensione converte la pagina che hai davanti: apri, controlla di aver scorso tutto, converti, dai il nome, passa alla successiva. Quattro pagine per servizio si fanno in un paio di minuti. Quello che ti salva tra due anni è il nome del file con la data dentro, non il numero di file.

Conclusione

Le informative dei servizi AI non sono documenti: sono pagine web, e le pagine web cambiano sotto il link senza dirtelo. Il provvedimento del Garante del 3 luglio 2026 nei confronti di Character Technologies è utile soprattutto come promemoria: i rilievi girano attorno a che cosa era scritto e a quando lo era. Quella storia, come utente, non ce l'hai — a meno che non te la sia salvata.

Quattro pagine per servizio: informativa, termini, pagina sui dati, impostazioni del tuo account. Accedi prima, scorri per caricare tutto, togli i banner con Remove Elements, tieni le date, A4, nome file con la data.

E resta il punto che per noi conta di più: tutto questo succede sul tuo computer. Un archivio di documenti privacy che per crearsi deve passare dal server di qualcun altro è una barzelletta. Con Convert: Web to PDF non c'è nessuna richiesta di rete durante la conversione, nessun account e nessun upload: è gratis, senza filigrana e senza secondi fini. Se hai altri dubbi operativi, abbiamo raccolto le risposte nella FAQ completa dell'estensione.